La rabbia, è una delle emozioni fondamentali ed innate dell'essere umano, e come qualsiasi altra emozione, scaturisce spesso da un evento esterno che viene letto in maniera personale. Ci si può arrabbiare per un tradimento, per una promozione non ottenuta, per un parcheggio rubato…quello che fa emergere questo sentimento è come interpretiamo l'evento accaduto, per cui può succedere che, di fronte ad uno stessa situazione, una persona reagisca con uno scoppio d'ira mentre un'altra rimanga indifferente.
Quello che, però, accomuna tutte le situazioni che possono generare rabbia, è la motivazione sottostante, ovvero dal punto di vista psicologico, la rabbia è spesso provocata dalla frustrazione, cioè dall'essere ostacolati nel raggiungimento di un nostro obiettivo. Spesso coloro che provano rabbia sperimentano un senso di ingiustizia, hanno la percezione di aver subito un danno, un torto personale.
Quello che più spaventa e come si reagisce a tale sentimento, la rabbia fa paura perchè ci carica di energia, ci porta a reagire. Quando siamo in preda alla rabbia è come se fossimo accecati, è più facile perdere il controllo e questo potrebbe portarci a fare cose pericolose o inpensabili. E' così che si forma il conflitto tra espressione ed inibizione della rabbia.
Quando la rabbia diventa diffusa e generalizzata tanto da interferire con la nostra quotidianità o tanto da danneggiare le nostre relazioni interpersonali, o si ricorre troppo spesso a comportamenti distruttivi verso se stessi e/o verso chi ci circonda allora diventa patologica e necessità di trattamenti specifici per poter imparare a gestirla adeguatamente.
Cosa si può fare per la gestione della rabbia?
Dott.ssa Valentina Campostrini
Psicologa Psicoterapeuta
Brescia (BS)
Psicologa Psicoterapeuta
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Iscritta all'Albo degli psicologi della regione Lombardia col n. 11370 dal 31/01/2008